Congregazione cristiana dei testimoni di Geova

Coloro che accettarono la successione di Rutherford andranno a costituire la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Rutherford aveva cominciato a frequentare gli Studenti Biblici nel 1894 fino a diventare uno dei legali della Watch Tower Bible and Tract Society. Ottenuta la carica di Presidente nel 1917, egli dovette affrontare da una parte la delusione per 1914, dall’altra l’arresto in massa di quei fedeli che si sottraevano al servizio militare in tempi di guerra. La soluzione fu rivoluzionare completamente il sistema russellita accantonando la data del 1874 e facendo iniziare la parusìa di Gesù Cristo sulla Terra nel 1914. La nuova scadenza del “sistema di cose” fu fissata al 1925; passata anche questa data egli propose nuovi criteri di calcolo. Fu inoltre Rutherford ad introdurre il servizio porta a porta, invitando ogni studente a investire parte del suo tempo nella predicazione alla “grande folla di pecore”, mentre prima questa era rivolta ai soli 144.000 “unti” di cui si dirà in seguito. Egli riorganizza la confessione “teocraticamente” inasprendo la critica contro le altre confessioni religiose e, complici gli eventi storici del periodo, contro la politica. Nel 1919 fonda la rivista The Golden Age, oggi intitolata Svegliatevi!. Un grande sforzo missionario porta alla diffusione del movimento in diciotto paesi nel 1921. Durante un congresso tenuto a Columbus (Ohio) Rutherford annuncia il cambio di denominazione degli Studenti Biblici, dal 1931 detti “testimoni di Geova”.
Quando Rutherford muore l’8 gennaio 1942 vi sono 115.000 proclamatori nel mondo. La stragrande maggioranza degli studiosi è concorde nel ritenere Rutherford, e non Russell, l’effettivo fondatore del movimento dei testimoni di Geova così come lo conosciamo oggi: a lui si deve infatti l’introduzione di quella serie di dottrine e pratiche – il palo sostituito alla croce, la proibizione delle feste come il compleanno e il Natale – che in maniera più netta marcano la distinzione tra i testimoni e il resto della società, dalla quale, già al tempo, giungono le prime critiche ed opposizioni.

Rutherford aveva indicato come suo successore Nathan Homer Knorr (1905-1977), un burocrate e organizzatore che aveva aderito al gruppo degli Studenti Biblici a sedici anni. In questo periodo invece sarà Frederick W. Franz (1893-1992) ad occuparsi delle elaborazioni dottrinali. Knorr introduce un sistema formativo biblico per i proclamatori, rendendoli capaci di intrattenere conversazioni durante il servizio porta a porta. Contestualmente viene edita la prima versione (1950-1960) della Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, la specifica traduzione biblica dei testimoni di Geova. Come deciso da Knorr, questa e tutte le altre pubblicazioni del movimento verranno edite in forma anonima. Questi accorgimenti maturano i loro frutti e i proclamatori passano da 456.265 nel 1952 a 2.223.538 nel 1977, anno della morte di Knorr. Il numero di fedeli era tuttavia lievemente calato intorno al 1975 con una nuova delusione escatologica. Questo ulteriore errore di calcolo porta alla riforma del 1976, che previde lo slittamento della leadership e dell’autorità dalla persona del Presidente al Corpo Direttivo, il quale parallelamente amplia la propria sfera di competenza sulla società commerciale; nascono inoltre sei comitati organizzativi.

A Knorr succede Frederick W. Franz, secondo alcune fonti il principale traduttore della prima versione della Traduzione del Nuovo Mondo. Nel 1950 egli stabilì che i testimoni di Geova costituivano una “religione”, mentre fino ad allora il movimento si era ben guardato dal definirsi tale in virtù della presunta implicita corruzione di tutte le religioni. Egli dovette inoltre affrontare lo scandalo delle pubblicazioni di suo nipote Raymond Franz (1922-2010) il quale, fuoriuscito dal movimento, portò testimonianza della sua quarantennale esperienza in diverse opere critiche, la più nota delle quali è Crisi di coscienza (1983).

Dal 2014 è in carica il sesto successore di Russell, Robert Ciranko (1947-). Le due principali entità amministrative del movimento sono la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania e la Watch Tower Bible and Tract Society of New York.

I testimoni di Geova si distinguono per una comprensione prevalentemente letterale e fondamentalista della Bibbia, pur avvalendosi di allegorie nell’interpretazione di alcuni passi. La dottrina pretende di essere totalmente fondata sul Testo Sacro ed ogni precetto viene puntualmente informato da precisi versetti biblici. Essi sostengono inoltre il principio dell’intendimento progressivo, secondo il quale Dio provvede a suo tempo ad illuminare il Corpo Direttivo circa determinate disposizioni religiose, le quali possono quindi cambiare nel tempo. In qualità di tratto essenziale della “vera religione” grande importanza è riservata al nome di Dio YHWH, di cui Geova sarebbe l’italianizzazione. E se ne La Traduzione del Nuovo Mondo il tetragramma appare anche nelle pagine del Nuovo Testamento, ove originariamente è del tutto assente, la tesi è quella per cui gli scritti degli apostoli e dei discepoli erano già stati diabolicamente manomessi al tempo in cui furono copiati (circa nel III sec. d.C.). I testimoni di Geova infatti condividono la concezione della grande apostasia, la corruzione del cristianesimo sin dalle sue origini con il progressivo allontanamento dalle verità bibliche e l’introduzione di elementi pagani. Da qui consegue la falsità di tutte le altre religioni. Altra caratteristica fondamentale è l’assoluta importanza e attendibilità riconosciuta alle profezie contenute nella Bibbia, considerata non solo fonte storica esaustiva circa il passato, ma anche testo premonitore del futuro destino umano.

Secondo la dottrina geovista Dio è il Creatore e l’unico vero Dio, mentre Gesù Cristo è il primogenito di Dio, esistente prima della nascita tramite Maria, ma non è Dio: la dottrina della Trinità è considerata biblicamente infondata e lo Spirito Santo è da intendersi come l’energia di Dio che si propaga sulla Terra col fine di compiere la Sua volontà. Dio ha generato l’uomo felice e immortale, ma egli si è fidato di Satana il Diavolo e col peccato originale ha perso ogni privilegio. Geova ha rispettato il libero arbitrio umano e da allora Satana governa sulla Terra. Dio ha tuttavia sacrificato suo Figlio sul palo di tortura (e non sulla croce, un simbolo pagano incompatibile con la sua missione) ed Egli sarebbe poi resuscitato in cielo solo spiritualmente, restaurando così la possibilità per gli uomini di vivere eternamente su una Terra paradisiaca. Tale ritorno nel Giardino dell’Eden è riservato a coloro che avranno vissuto secondo la volontà di Geova e che accettano Gesù come proprio Salvatore, ossia alla “grande folla di pecore” che dopo la morte “dorme” o “riposa” nelle tombe in attesa della resurrezione. Esiste tuttavia un’altra classe di uomini particolarmente devota che riceve il battesimo dello Spirito Santo: sono i 144.000 “unti” (da Apocalisse 7 e 14) il cui grado di gloria li rende degni di regnare in cielo, ove migrano dopo la morte. Non vi è spazio per la concezione di un’anima che sopravvive alla carne: l’unico Paradiso è quello terrestre che si stabilirà dopo il Millennio.

L’ampia letteratura del movimento preme molto di più sulla prospettiva della Terra paradisiaca o edenica che sul regno in cielo degli “unti” e la concezione della vita eterna rappresenta senz’altro la chiave di volta del millenarismo geovista e il punto centrale della sua propaganda. Molti segni preannunciano la fine di questo “sistema di cose” diabolico e l’avvento del Nuovo Regno: le guerre, le carestie, i terremoti, l’immoralità, la violenza, l’avidità, le pandemie, la restaurazione di un popolo eletto di fedeli… (l’Israele della Bibbia, che per Russell era pienamente inteso – cosa che gli aveva favorito qualche conoscenza nell’ambiente sionista). Allora la “Gande Tribolazione” culminerà nella battaglia di Armaghedon (“Monte di Meghiddo”, una città dell’antico Israele sede di una serie di battaglie menzionate nella Bibbia), lo scontro finale tra i governi umani e Dio, nell’ambito della quale tutti coloro che non avranno vissuto conformemente ai princìpi biblici periranno mentre “una grande folla” di servitori di Dio sopravvivrà con il compito di sotterrare i cadaveri e sistemare la Terra dopo la battaglia così da renderla consona ad una vita paradisiaca. Seguiranno quindi mille anni di governo di Gesù sulla Terra durante i quali le “altre pecore” morte prima di Armaghedon risorgeranno (prima resurrezione). Saranno poi risuscitati anche molti ingiusti non dannati (seconda resurrezione). Alla fine del Millennio Satana sarà lasciato libero per qualche tempo e indurrà alcuni uomini a ribellarsi a Geova, per poi essere definitivamente distrutto; i malvagi finiranno nella Geenna.

Sulla Terra paradisiaca non ci sarà né morte, né sovrappopolamento: sembra che calcolando la superficie terrestre rimarrebbero ancora 3700 mq di spazio libero; e in ogni caso la gestione divina garantirà una distribuzione del tutto adeguata delle risorse differentemente da quanto accade con i governi umani. Nel frattempo gli “unti” regneranno in cielo.

Sebbene sia impossibile determinare una data precisa (Matteo 24:21-36), sembra comunque che tali avvenimenti siano imminenti: ad oggi si crede che la fine di questo “sistema di cose” debba verificarsi agli occhi di una persona che era viva e cosciente nel 1914, data di inizio degli “ultimi tempi” e del governo invisibile di Gesù; da quel momento Egli accoglie in cielo gli “unti”. Mentre Russell e Rutherford si servirono di calcoli diversi per elaborare questa data, oggi la principale fonte scritturale è quella dei «sette tempi» di Daniele: il riferimento è al quarto capitolo relativo alla storia del re Nabucodonosor, ove i «sette tempi» sono sette periodi di 360 giorni, cioè un totale di 2520 giorni. L’inizio del conteggio viene fissato al 607 a.C., quando, secondo alcune ricostruzioni storiche, Gerusalemme fu presa dai Babilonesi. Questa elaborazione fa propria la regola di «un giorno per un anno» (Numeri 14:34 e Ezechiele 4:6) secondo la quale i giorni “divini” corrispondono agli anni nel tempo umano: si tratta di un principio risalente alle scuole rabbiniche dell’Alto Medioevo e poi ripreso da Gioacchino da Fiore (ca. 1130-1202), divenendo particolarmente popolare tra i movimenti profetici e numerologi protestanti.

Vivere secondo la volontà di Geova significa accettare il sacrificio di riscatto di Gesù Cristo, ma anche prendere parte all’opera di evangelizzazione salvo particolari impedimenti; è inoltre richiesta la “separazione dal mondo” (“da Babilonia”), ossia la rinuncia ad ogni contatto con la “falsa religione” – il che include la rinuncia a festeggiare il Natale, i compleanni, la Pasqua, il Carnevale e San Valentino – e con i modi di fare immorali o che prestano agli uomini onori dovuti solo a Dio. È inoltre necessario vivere eticamente ed onestamente, odiando ciò che Geova odia (uccidere, l’immoralità sessuale, praticare lo spiritismo, l’idolatria e il paganesimo in generale, l’aborto, ubriacarsi, rubare, mentire, l’avidità, la parola volgare, fumare, drogarsi etc.). Un altro tratto caratteristico riguarda l’atteggiamento nei confronti dei governi e degli enti politici in generale, che rappresentano il dominio di Satana su questa Terra in contrasto con l’autentico regno divino di Geova. Da ciò deriva una certa connivenza con gli obblighi dovuti “a Cesare” e contemporaneamente una presa di posizione neutrale nelle questioni politiche, nonché l’astensione da ogni tipo di attività a queste correlata come il saluto alla bandiera, l’inno nazionale, l’esercitazione del diritto di voto, la carriera militare, la partecipazione a qualsiasi tipo di votazione e il festeggiamento delle ricorrenze laiche. Tale atteggiamento ha portato i testimoni di Geova ad essere perseguitati in diversi contesti storici. Particolarmente popolare è poi il rifiuto delle trasfusioni di sangue (secondo il monito biblico di «astenersi dal sangue» di Genesi 9:4 e Atti 15: 20-29), sebbene oggi i testimoni siano liberi di sottoporsi a quelle terapie che riguardino solo specifiche componenti ematiche. Tale divieto è vincolante dalla pubblicazione de La Torre di Guardia del 1/3/1962 ed ha scatenato numerose polemiche particolarmente in Italia, nutrendo riflessioni di bioetica e sulla libertà di obiezione.

La vita del testimone di Geova è particolarmente impegnativa e prevede lo studio individuale e famigliare della Bibbia e di altre pubblicazioni della Società: appunto per quanto riguarda la famiglia, si riconosce all’uomo il ruolo di capofamiglia esercitante autorità sulla donna, senza che questa venga considerata per questo menomata; molte sono inoltre le coppie che decidono di non avere figli in questo “sistema di cose” e di attendere il Regno.
Oneroso è poi l’impegno nella proclamazione: un testimone può essere proclamatore, ossia partecipare alla predicazione porta a porta, anche senza essere battezzato; ad un grado superiore ci sono poi i pionieri, diversificati per grado d’impegno, che arrivano a dedicare alla predicazione dalle 60 a 140 ore mensili: coloro che si dedicano alla propaganda a tempo pieno ricevono un compenso in denaro.
I fedeli si dividono, su base geografica o linguistica, in congregazioni che contano al massimo 120-200 membri. Le congregazioni si riuniscono in adunanza nelle Sale del Regno due volte la settimana congregazioni e sono guidate da un piccolo gruppo di “anziani”; questi ultimi – sempre uomini – si riuniscono in comitati e giudicano i casi di trasgressione dottrinale, nella risoluzione dei quali una certa rilevanza ha il pentimento dell’interessato. Le adunanze settimanali si compongono solitamente di due parti intervallate da preghiere: prima l’ascolto del sermone, poi lo studio collettivo de La Torre di Guardia. I testimoni negano il principio per il quale ci sia un giorno particolare da dedicare a Dio, che sia il sabato o la domenica. Le circoscrizioni radunano una ventina di congregazioni mentre i distretti sono formati da più circoscrizioni. Le singole congregazioni sono visitate due volte l’anno da “anziani” itineranti, detti sorveglianti di circoscrizione. Due volte l’anno più congregazioni si riuniscono insieme in assemblea. Una volta l’anno si tiene invece un congresso di zona che dura più giorni, e quasi sempre in queste occasioni avviene il battesimo per immersione dei nuovi discepoli. Il battesimo – che non viene somministrato ai bambini, ma solo a chi dimostra sufficiente volontà e conoscenza – testimonia la rinascita spirituale dell’adepto e la sua totale dedizione a Geova: non è quindi il battesimo che libera dal peccato. La ricorrenza principale è la commemorazione della morte di Cristo. Le sedi nazionali sono dette filiali o anche Betel. Al vertice del movimento vi è quindi il Corpo Direttivo composto da “unti” che oggi ricopre il ruolo del «servo fidato e prudente» chiamato a nutrire spiritualmente i fratelli.

Molto intensa è poi l’attività editoriale: i due periodici principali sono La Torre di Guardia e Svegliatevi! entrambi tradotti in centinaia di lingue. Si contano poi almeno una cinquantina di opuscoli tra cui Chi fa la volontà di Geova oggi? (2012) e Dio ci dà una buona notizia (2012). Sono stati inoltre pubblicati una settantina di libri tra cui Ragioniamo facendo uso delle scritture (1985) e Mantenetevi nell’amore di Dio (2008); le pubblicazioni più diffuse di sempre sono Potete per sempre vivere su una terra paradisiaca (1982) e La verità che conduce alla vita eterna del 1968 (che all’inizio degli anni ’90 raggiunse le 100.000.000 copie!). I testimoni diffondono anche la Traduzione del Nuovo Regno delle Sacre Scritture, oggi nella nuova revisione del 2017.

Per quanto riguarda la consistenza numerica del movimento, mentre fino al 2017 la Watch Tower ha pubblicato un Annuario riportante stime precise al livello globale, adesso questi dati non vengono più divulgati a favore degli studiosi. Nel 2020 si dichiara un massimo di 8.695.808 proclamatori nel mondo (erano appena 180.960 all’inizio degli anni ’90) e 250.868 proclamatori in Italia (erano 251.303 nel 2019): come detto, il proclamatore non deve obbligatoriamente essere convertito e battezzato, può anche essere un simpatizzante temporaneo – si parla infatti di “picco” di proclamatori per quel dato anno. Sono circa 2.886 le congregazioni in Italia (120.387 nel mondo) che si riuniscono in circa 1.144 edifici per il culto (62.000 nel mondo) e 16 Sale delle Assemblee. Tra le congregazioni in Italia, più di mille (circa 1.083) sono in lingua straniera. La sede nazionale si sta attualmente trasferendo da Roma, via della Bufalotta, a Via Paolo Nanni Costa 28 a Bologna, dove un cantiere è stato inaugurato nell’ottobre 2019.

Innumerevoli e variegate sono le critiche al movimento dei testimoni di Geova, provenienti sia dagli studiosi che soprattutto da ex-associati, i quali lamentano il “lavaggio del cervello” subito dai membri. Viene inoltre polemizzata la concezione creazionista, la natura distorta della traduzione della Bibbia e la sua comprensione letterale, il focus sulla profezia, l’ostracismo contro i disassociati anche se parenti; e poi ancora la mancata trasparenza della Società rispetto le questioni finanziarie, l’assoggettamento dei fedeli alle disposizioni di quest’ultima anche in merito a fatti personali o di famiglia, lavoro e salute, la condanna delle altre confessioni religiose e in generale l’estrema priorità riconosciuta al proselitismo sopra ogni attività umana.

 

FONTI

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© GRIS – Caterina Fratesi, Luglio 2021